La storia dell’Anello Karnak Re Atlantide

Nel 1922 una spedizione inglese, capeggiata da Howard Carter, trova nella Valle dei Re la tomba, pressoche intatta, del Faraone Tutankhamon, sovrano di poca importanza storica (salì al trono quando aveva 10 anni , si sposò con una dodicenne e morì nove anni dopo), ma di eccezionale interesse archeologico.

Chi ha letto la cronaca di questa scoperta conoscerà sicuramente la cosiddetta “maledizione del Faraone”, che ha accompagnato per anni chi venne in contatto con la tomba. In pochi anni morirono ben 22 persone, di cui 15 erano state personalmente presenti all’apertura del sepolcro. Tutti i decessi furono prematuri o inspiegabili

Qualche esempio.

  • Lord Carnarvon (colui il quale finanziò il lavoro di Carter) che aprì la tomba assieme a Carter, venne punto da una zanzara e contrasse un’infezione, che non risultava però preoccupante.
    Il 27 marzo 1923 Lord Carnarvon è preso da una sincope nella tomba di Tutankhamon. Trasportato immediatamente nel suo appartamento al Cairo, si mette a delirare. Il medico diagnostica una congestione polmonare. Lo stato della malattia peggiora di giorno in giorno. I suoi sonni sono attraversati da incubi spaventosi. La febbre continua a salire e scendere. Il 5 aprile 1923 Lord Carnarvor morì.
  • L’archeologo canadese La Fleur arriva in Egitto nell’aprile 1923 in perfetto stato di salute. Amico intimo di Carter, lo ha raggiunto per aiutarlo nei suoi lavori, ma muore per una misteriosa malattia appena qualche settimana dopo il suo arrivo.
  • La terza vittima è l’archeologo inglese Arthur C. Mace, che aiutò Carter ad abbattere il muro della camera mortuaria. Poco dopo il decesso di lord Carnarvon, è preso a sua volta da strani malesseri. Le forze lo abbandonano progressivamente, fino a che perde conoscenza e muore nello stesso albergo di lord Carnarvon senza che si possa stabilire la causa del suo male.
  • Poi è la volta del miliardario americano Georges Jay Gould, uno dei più vecchi amici di lord Carnarvon, venuto in Egitto per rendere un ultimo omaggio al suo compagno. Molto interessato ai lavori intrapresi nella Valle dei Re, insite con Carter perché gli mostri la tomba. Il giorno dopo questa visita, Jay Gould viene colpito da febbri violente. Muore la sera stessa.
  • Il Dr. Evelyn White, celebre archeologo e collaboratore di Carter, si impicca qualche tempo dopo. Colto da malessere ogni volta che entra nella camera mortuaria, cade infine vittima di una depressione nervosa che lo conduce al suicidio. Nella sua lettera d’addio scrive: “Ho ceduto alla maledizione che mi ha costretto a scomparire
  • Alfred Lucas e Douglas Derry muoiono a loro volta. L’inquietudine dilaga fra gli scienziati del mondo intero.I due studiosi hanno partecipato all’autopsia della mummia di Tutankhamon e sono morti poco dopo, in seguito a infarto cardiaco.
  • Un po’ più tardi il fratellastro di lord Carnarvon, Aubrey Herbert, si suicida nel corso di un accesso di follia tanto improvviso quanto inspiegabile.
  • Nel febbraio 1929 lady Almina, moglie di lord Carnarvon, muore in circostanze strane. Una puntura d’insetto, secondo i medici, è la causa della sua morte subitanea.
  • Durante quello stesso fatidico anno 1929, nel mese di novembre, Richard Bethell, ex segretario di Carter, viene travato morto nel letto. Un collasso cardiaco, affermano i medici.
  • Richard Bethell era figlio unico di lord Westbury. Tre mesi dopo, quest’ultimo, che ha settantotto’anni si uccide, gettandosi dalla finestra del settimo piano del suo appartamento londinese.
  • Nel corso del funerale di lord Westbury, il carro funebre travolge due adolescenti. Uno di essi muore durante il trasporto all’ospedale.

L’Inghilterra si è appena rimessa dal trauma di queste due morti che un “fremito la percorre di nuovo”, come sottolinea la stampa dell’epoca.

  • Archibald Douglas Reed, uno studioso inglese distaccato presso il governo egiziano, muore a sua volta. Reed, qualche giorno prima, aveva ricevuto l’ordine di radiografare la mummia di Tutankhamon. Il suo incarico era quello di scoprire i corpi estranei eventualmente esistenti all’interno del cadavere.
    Il giorno dopo gli esami radiografici viene colpito da malessere; qualche giorno più tardi muore, lui che fino ad allora non aveva mai sofferto di nessuna malattia.
  • L’ultimo di questa sconcertante serie di decessi è quello di James Breasted, dell’Università di Chicago”, uno degli archeologi che, con Carter, è rimasto più a lungo nella tomba.

Tutte queste morti si collegano alla scoperta della tomba di Tutankhamon.

Solo Howard Carter, il vero artefice del ritrovamento (e che quindi più di ogni altro avrebbe dovuto essere colpito dalla “maledizione”), scampò alla “vendetta”. Egli quando la tomba fu aperta trovò per terra, vicino al sarcofago, un anello con degli strani segni e se lo mise al dito. Questa fu la sua salvezza. Questo anello lo protesse da ogni influenza malefica degli “elementali”, che i sacerdoti della decadenza egizia avevano messo a protezione della tomba del Faraone.
In pratica, le figure in rilievo dell’anello avevano funzionato da “ordine” di protezione. Da esperimenti fatti, sembra che il potere di questo anello non riguardi solo la protezione da malefici e aggressioni magiche, ma anche il rafforzamento del campo eterico ed immunologico dell’individuo.